29 GENNAIO - 12 GIUGNO 2011

MELOZZO DA FORLI'
L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello

Attraverso questa mostra la città di Forlì intende celebrare il suo artista più famoso, raccogliendo per la prima volta la totalità delle sue opere mobili. Se già inpassato (1938, 1994) Melozzo è stato oggetto di importanti manifestazioni espositive, non si è infatti è mai potuto presentare un numero significativo di opere superstiti, né si era condotta una riflessione sul ruolo centrale svolto dall'artista forlivese nella vicenda del Rinascimento italiano, preferendo studiarne la personalità nel contesto romagnolo.
 
Già ricordato come pittore in un documento del 1462, Melozzo degli Ambrogi si era ben presto allontanato da Forlì per attingere ai centri più vitali del Rinascimento, da Padova a Urbino e Roma, dove sarebbe divenuto l'artista dipunta negli anni dei pontificati di Pio II e Sisto IV. La conoscenza di Mantegna e soprattutto di Piero della Francesca lo avevano portato ad aderire alle nuove certezze della prospettiva matematica, salvo poi intraprendere, a partire dal colossale affresco nell'abside della chiesa dei Santi Apostoli a Roma (1472-1474), di cui si conservano straordinari frammenti nella Pinacoteca Vaticana e al Quirinale, una personale ricerca sulla bellezza della figura umana, in grado non solo di possedere lo spazio entro cui si colloca, ma di imporsi come canone di una perfezione formale su tutto il creato. Su questa base si è potuto di recente affermare che «senza Melozzo difficilmente si  spiegherebbe Raffaello» (Antonio Paolucci). Ed è appunto entro questa prospettiva, di immensa portata per l'arte moderna, che la mostra intende studiare la figura di Melozzo, restituendola alla sua dimensione più autenticae innovante. Da un lato appunto la ricerca matematica di Piero della Francescae dall'altro la bellezza ideale di Raffaello, quale punto d'arrivo di una ricerca alla quale Melozzo seppe dare un contributo del tutto originale.
 
Per documentare lo straordinario percorso compiuto dall'artista forlivese, la mostra affianca alle sue opere capolavori degli artisti con cui venne in contatto nel corso della sua formazione, da Andrea Mantegna a Piero della Francesca, a Bramante e a Pedro Berruguete, questi ultimi conosciuti a Urbino.Ne segue poi l'attività a Roma, dapprima ai Santi Apostoli e poi nella Biblioteca Vaticana (Sisto IV nomina il Platina prefetto della Biblioteca, 1476, Pinacoteca Vaticana), affiancandole le opere degli artisti con cui venne in contatto nella città dei papi, dal BeatoAngelico a Mino da Fiesole a Bartolomeo della Gatta e a Antoniazzo Romano.
A Roma Melozzo si trovò altresì implicato nella riproduzione di immagini sacre di antica devozione, il cui studio si riflette nel Salvatore della Galleria Nazionale di Urbino e nel. San Marco dell'omonima chiesa romana. Nello stesso tempo, forte dell'appoggio della famiglia Riario, seppe dar voce alle ambizioni culturali della corte pontificia, che richiamava in quegli anni artisti da tutta Italia, tra i quali Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino, dei quali  sono presentate in mostra importanti testimonianze; così come viene documentato, attraverso arredi, paramenti liturgici e codici miniati, lo sfarzo straordinario dell'arte papale. Dopo i lavori nella sagrestia di San Marco del  santuario della Madonna di Loreto (1484-1493), lasciata inspiegabilmente incompiuta, Melozzo fece ritorno a Forlì, dove lavorò nella cappella Feo in SanBiagio, purtroppo distrutta dall'ultima guerra, in cui gli si affiancò l'allievo Marco Palmezzano.
 
Più che insistere sul seguito locale, di tono riduttivo e provinciale, la mostra apre a questo punto in direzione di Raffaello, di cui presenta un numero cospicuo di opere scelte al fine di dimostrare quanto il precedente di Melozzo si riveli appunto importante per l'artista urbinate.
Curatori della mostrae del catalogo sono Antonio Paolucci, Daniele Benati e Mauro Natale.
Si prevede l'esposizione di circa cento opere, provenienti da importanti musei italiani estranieri. L'allestimento sarà curato da Studi Wilmotte et Associes di Parigi e Lucchi & Biserni di Forlì. Il percorso espositivo si articolerà all'interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico e nelle stanze del piano terra dove si sono tenute le cinque precedenti mostre.
 
 
Scarica il pdf del folder di presentazione della mostra MELOZZO DA FORLI' L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello

 


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